Cambiare lavoro e ricominciare: siamo persone, non fotocopie
C’è una frase che mi sento dire spesso da quando ho deciso di rimettere tutto in una valigia e spostare la mia vita tra Pavia e il Veneto: “Ma non hai paura che il tuo CV sembri un puzzle impazzito?”.
La risposta è semplice: no. O meglio, la paura c’è, ma la realtà dei fatti la batte dieci a zero.
Siamo abituati a pensare che cambiare lavoro e ricominciare sia un segno di debolezza, una sorta di “bug” nel sistema. Se non sei rimasto nella stessa azienda per dieci anni, allora sei uno che scappa. Ma parliamoci chiaramente, tra colleghi e professionisti: restare fermi nello stesso posto a fare sempre la stessa cosa è davvero “stabilità” o è solo timore di scoprire quanto valiamo altrove?
La trappola del “Si è sempre fatto così”
In questi anni ho fatto di tutto. Sono stata operaia, ho venduto biglietti al cinema, ho servito caffè e oggi gestisco i miei ecosistemi digitali. Ho visto contesti dove il valore di una persona era misurato dai minuti di ritardo alla macchinetta del caffè e imprenditori che cercavano disperatamente la “soluzione standard” per problemi che standard non erano affatto.
Il problema è che spesso, ai vertici, si ha fretta. Si cerca la sicurezza del profilo già verificato, quello che ha già fatto quel compito specifico per anni. Ma la fretta porta a risultati mediocri. Si cerca la fotocopia di chi c’era prima, dimenticando che il mercato oggi non vuole cloni, vuole persone capaci di adattarsi.
Quello che le aziende non ti dicono (ma pensano)
Spesso, quando ti presenti con un percorso misto, vedi quel sopracciglio alzato. “Perché ha cambiato così spesso?”.
Quello che molti titolari d’azienda non capiscono è che chi ha il coraggio di cambiare lavoro e ricominciare ha sviluppato dei superpoteri che in ufficio non ti insegna nessuno:
- Il radar per i problemi: Se hai lavorato sotto la pioggia in un mercato o con la fila alla cassa, un server che va giù non ti fa venire un attacco di panico. Lo risolvi.
- La velocità di esecuzione: Impari a usare un nuovo software in un pomeriggio perché sai che il tempo è l’unica risorsa che non torna indietro.
- L’umiltà del fare: Non ti importa del titolo sulla scrivania. Se c’è da fare il “lavoro sporco” per chiudere un progetto, sei il primo a rimboccarti le maniche.
Il valore di non essere una matricola
Essere ridotti a un numero di matricola è il rischio più grande che corriamo nelle aziende. Ma la verità è che la nostra forza sta proprio in quello che non c’è scritto sul CV. Sta nelle sfide vinte, nei viaggi con una valigia in mano e nella capacità di ascoltare chi è diverso da noi.
Se oggi sono un’imprenditrice che scrive libri e disegna per il proprio shop, è perché non ho avuto paura di tornare a essere “l’ultima arrivata” in settori diversi.
In conclusione: non avere paura del tuo percorso
Se anche tu senti la pressione di dover spiegare perché la tua carriera non è una linea retta, smetti di scusarti. Il valore di una persona non si misura in anni di seduta sulla stessa sedia, ma nella capacità di risolvere i casini che si presenteranno domani mattina.
Chiedo a chi gestisce le imprese di cercare chi sa esplorare. E a voi, colleghi, dico: non abbiate paura di cambiare rotta se sentite che state diventando delle fotocopie. La vita è troppo breve per essere solo un nome su un badge.
