“Non mi piace, ha cambiato troppi lavori”: Oltre il pregiudizio del CV
C’è una domanda che mi perseguita: “Ma tu, esattamente, di cosa ti occupi?”. Arriva puntuale ogni volta che un interlocutore scorre il mio CV e vede vent’anni di gestione aziendale intrecciarsi con esperienze all’estero e progetti digitali.
Due anni fa, un recruiter ha scritto a penna sul mio profilo: “NON MI PIACE, HA CAMBIATO TROPPI LAVORI”.
Poche settimane fa, la scena si è ripetuta. Un’ora a vivisezionare il passato: “Perché questo cambio?”, “Perché questa scelta?”. Non abbiamo parlato di futuro o di soluzioni. Poi, mi è stato chiesto di spiegare concetti come il Print on Demand o le Affiliazioni. Ho risposto con poche parole, quasi titubante, perché non capivo il senso: sembrava un test per vedere se le competenze scritte fossero reali o solo “belle parole”.
Ho capito che il problema non è il mio percorso. Il problema è un sistema che preferisce fare l’archeologo del passato piuttosto che l’architetto del futuro.
L’innovazione è un’eredità, non una moda
Il digitale per me non è un corso dell’ultima ora. Nel 1995, mio padre è stato il vero motore dell’innovazione: lanciò il suo primo e-commerce scrivendolo da zero, senza alcuna esperienza, solo con la volontà di esplorare il nuovo.
Sono cresciuta affiancando quel motore, lanciando nel 2012 il secondo e-commerce aziendale. Oggi, i miei siti (upvshop.com, unapaveseinveneto.it, zanottivalentina.it) sono i miei laboratori attivi. Non cerco qualcuno che mi spieghi la teoria: io applico soluzioni ogni giorno.
Vent’anni di concretezza
Quello che i “cacciatori di buchi nel CV” non vedono è la solidità della mia base:
- La formazione pratica: Quasi 20 anni nell’azienda di famiglia gestendo tutto: dalle vendite alla contabilità, fino al magazzino.
- L’espansione: Ho scelto di lasciare le certezze del settore familiare per misurarmi con contesti multinazionali e dinamici, anche all’estero. In ogni realtà ho imparato da zero processi complessi in settori tecnici molto diversi, diventando operativa in tempi record.
Ogni cambio è stato un investimento in competenze che oggi mi permettono di avere una visione trasversale che pochi hanno.
La mia scelta: smettere di aspettare
Oggi mi trovo davanti a un bivio. Potrei continuare a giustificarmi con chi cerca la “stabilità” statica, o posso decidere che da oggi il mio tempo ha un valore diverso. Le prossime due settimane non saranno un’attesa, ma un punto di svolta.
Non cerco “investigatori del passato”. Sono pronta a impegnarmi a lungo termine e a dare radici solide a un progetto, ma cerco un ambiente che non scambi la fedeltà con l’immobilità.
Il mio percorso non è fatto di semplici “cambi”, ma di una costante evoluzione. Cerco una realtà dinamica dove la mia visione trasversale possa diventare un acceleratore per i progetti aziendali a lungo termine
